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Sommario

In questo articolo approfondiremo come si articola un’attività di Adversary Emulation e le differenze rispetto ad altri approcci alla cybersicurezza (come i penetration test e i vulnerability assessment). Analizzeremo poi i motivi per cui un’azienda dovrebbe adottare questo approccio e i modi attraverso cui il Red Teaming può supportare la governance della cybersecurity e assicurare la compliance. Infine, ci occuperemo dell’integrazione delle simulazioni Red Teaming in contesti in cui convivono IT e OT.

Per chi è responsabile della sicurezza dell’infrastruttura IT e OT, il Red Teaming non è una semplice verifica tecnica, bensì uno strumento per misurare la Cyber Resilience mettendo alla prova l’interazione coordinata tra persone, processi e tecnologie in scenari di crisi reali.

Il Red Teaming è una simulazione di attacco cyber orientata agli obiettivi (Goal-Oriented Adversary Emulation), che simula l’operato di un attaccante reale (Advanced Persistent Threat) per testare la tenuta dei controlli tecnologici e la capacità dell’organizzazione di rilevare, contenere e contrastare la minaccia.

In questo articolo approfondiremo come si articola un’attività di Adversary Emulation e le differenze rispetto ad altri approcci alla cybersicurezza (come i penetration test e i vulnerability assessment). Analizzeremo poi i motivi per cui un’azienda dovrebbe adottare questo approccio e i modi attraverso cui il Red Teaming può supportare la governance della cybersecurity e assicurare la compliance. Infine, ci occuperemo dell’integrazione delle simulazioni Red Teaming in contesti in cui convivono IT e OT.

Perché il Red Teaming è fondamentale per la Governance

Molti incidenti informatici non avvengono perché l’azienda non possedeva strumenti di difesa, ma perché gli alert tecnologici sono stati ignorati, mal interpretati o gestiti secondo procedure non aggiornate.

Nelle azioni di Red Teaming, si valuta in tempo reale quanto la catena di custodia, la Threat Intelligence e il team di Incident Response (SOC / CSIRT) sono pronti a gestire una compromissione, spostando il focus da pura prevenzione (Preventive Controls) alla rilevazione e risposta (Detection & Response). Durante l’attacco la squadra di difesa interna non viene avvisato dell’esercizio in corso, affinché si possa misurare in modo obiettivo e privo di bias i parametri chiave di risposta: MTTD (Mean Time to Detect) e MTTR (Mean Time to Respond).

Come funziona davvero un’operazione di Red Teaming

Un’operazione di Red Teaming è una simulazione multilivello in cui un gruppo di ethical hacker esperti (detto Red Team) utilizza le tattiche di un reale attore malevolo basandosi su framework internazionali riconosciuti, come il MITRE ATT&CK®, che replicano le reali TTP (Tactics, Techniques, and Procedures) delle minacce avanzate.

A differenza dei classici test di sicurezza, un Red Team opera per raggiungere uno specifico “trofeo” o obiettivo di business (Crown Jewels), come l’ottenimento del controllo completo del dominio aziendale o l’esfiltrazione simulata di proprietà intellettuale o dati personali.

Il triangolo della difesa: Red, Blue e Purple Team

Nella cybersecurity moderna, l’efficacia delle simulazioni si basa infatti su una sinergia strutturata tra le competenze offensive e quelle difensive, declinata attraverso tre ruoli chiave: il Red Team, il Blue Team e il Purple Team).

Se il Red Team rappresenta l’impulso offensivo che mette alla prova la resilienza aziendale e il Blue Team costituisce il presidio di difesa operativo, il Purple Team agisce come elemento d’unione e ottimizzazione, garantendo che le vulnerabilità individuate durante la simulazione si traducano immediatamente in un rafforzamento dei controlli e delle procedure di rilevamento del SOC.

Team

Ruolo Principale

Approccio Operativo

Red Team Attaccante (Offensive) Simula le APT, esegue attacchi silenziosi, sfrutta vettori multi-dominio (OSINT, Phishing, Physical Security).
Blue Team Difensore (Defensive) Monitora i log, analizza le anomalie, isola i sistemi compromessi e blocca le minacce in tempo reale.
Purple Team Collaborativo (Joint) Modello di lavoro coordinato in cui Red e Blue Team analizzano insieme le tecniche d’attacco per ottimizzare le regole del SOC.

Le fasi di un’operazione di Red Teaming

Un’operazione di Red Teaming non è un attacco casuale ma un processo strutturato che si sviluppa attraverso sei fasi ben definite:

  1. Definizione dell’Ingaggio (Rules of Engagement): Prima di avviare qualsiasi azione, l’azienda e i tester concordano i limiti dell’attacco, i tempi, i metodi consentiti e i “trofei” (Crown Jewels), ovvero i target critici da raggiungere (es. accedere alla rete OT o al database clienti). Viene anche stabilito un canale riservato (Deconfliction Protocol) per interrompere immediatamente i test in caso di imprevisti.
  2. Ricognizione ed OSINT (Open Source Intelligence): Il Red Team raccoglie silenziosamente informazioni sull’azienda sfruttando fonti pubbliche, social network, data leak, elenchi di dipendenti, domini esposti e configurazioni di rete;
  3. Accesso Iniziale (Initial Access): Si tenta di superare il perimetro aziendale sfruttando il vettore più vulnerabile (ad esempio e-mail di spear-phishing o software esposti);
  4. Persistenza e Movimento Laterale: Una volta entrato, il Red Team crea degli accessi secondari per non perdere la connessione, eleva i propri privilegi di sistema (es. diventando amministratore di Active Directory/Entra ID) e si muove all’interno della rete alla ricerca dei sistemi più critici.
  5. Esecuzione dell’Obiettivo: Si dimostra il raggiungimento del “trofeo” concordato nella prima fase. Per motivi di sicurezza, non si eseguono mai azioni dannose reali, ma si simula il potenziale impatto (es. dimostrando la capacità di distribuire un ransomware).
  6. Reporting e Post-Mortem: il Red Team consegna un report dettagliato incrociando la propria timeline d’attacco con i log e gli alert registrati dal SOC (Blue Team). Questo permette di calcolare con precisione i tempi di reazione dell’azienda e individuare i punti ciechi della difesa.

Red Teaming e Penetration Test: un confronto chiaro

Sebbene spesso usati come sinonimi, Penetration Test e Red Teaming soddisfano esigenze di maturità e obiettivi completamente diversi.

Caratteristica

Penetration Test

Red Teaming

Scopo Primario Mappare e identificare le vulnerabilità di un target. Testare la capacità di rilevamento e risposta dell’organizzazione.
Ambito (Scope) Circoscritto (es. singola applicazione, subnet IP). Ampio e orientato agli obiettivi (End-to-End).
Vettori d’Attacco Principalmente tecnici/informatici. Multidominio: IT, OT, Social Engineering, Sicurezza Fisica.
Durata Tipica 1 – 2 settimane. Da diverse settimane a diversi mesi.
Inconsapevolezza Difesa Bassa (il Blue Team è al corrente dei test). Elevata (il Blue Team ignora le tempistiche).
Domanda Guida “Quali falle esistono in questo sistema?” “Qual è l’impatto reale se un attaccante mira ai nostri asset critici?”

Entrambe le attività sono necessarie: il Penetration Test assicura che un singolo applicativo sia sviluppato in modo sicuro (Security by Design); il Red Teaming certifica la resilienza dell’intero ecosistema organizzativo.

Quando adottare il Red Teaming

Il Red Teaming è una metodologia di simulazione avanzata, indicata per organizzazioni con un livello di maturità medio-alta, che dispongono già di un SOC o di strumenti di rilevamento centralizzati.

In particolare, il Red Teaming si rivela essenziale in caso di:

  • Infrastrutture critiche ed essenziali soggette a regolamenti stringenti (es. NIS 2, DORA, TIBER-EU, Cyber Resilience Act);
  • Presenza di ambienti integrati IT/OT in settori produttivi o manifatturieri;
  • Cambiamenti architetturali rilevanti, quali m&a (fusioni aziendali), migrazioni su ambienti Multi-Cloud o adozione di architetture Zero Trust;
  • Verifica dell’efficacia degli investimenti in soluzioni di monitoraggio (SIEM, EDR/XDR, Managed SOC).

Red Teaming negli Ambienti IT e OT

Con la crescente integrazione tra Information Technology e Operational Technology, un attacco può propagarsi rapidamente dai sistemi informativi agli impianti produttivi. Per questo motivo, le attività di verifica non possono limitarsi ai soli perimetri della cybersecurity IT, ma devono estendersi anche alla sicurezza degli ambienti industriali.

La simulazione per la cybersecurity OT richiede competenze verticali specializzate, perché l’esecuzione di scansioni aggressive o di exploit automatici su PLC o dispositivi SCADA datati può provocarne il crash. Per questo motivo, nel Red Teaming OT le offensive vengono eseguite con metodologie non-disruptive, previa simulazione con digital twin o ambienti di staging.

L’attività in ambito industriale consente di verificare:

  • La reale segmentazione tra ambiente IT aziendale e rete OT (es. rispetto del modello Purdue);
  • La sicurezza e il tracciamento degli accessi remoti da parte di manutentori terzi;
  • La capacità del personale OT di rilevare e segnalare tempestivamente anomalie di rete.

Dal Red Teaming al Miglioramento Continuo della Cybersecurity

I report prodotti da un’attività di Red Teaming non si limitano a un elenco di bug software, ma forniscono indicazioni strategiche per il C-Level:

  • Pianificazione prioritaria degli investimenti: Identificazione precisa di quali controlli difensivi hanno fallito e quali hanno funzionato.
  • Aggiornamento delle procedure di Playbook SOC: Calibrazione delle regole di correlazione degli eventi sulla base delle reali TTP utilizzate dall’attaccante.
  • Miglioramento della cultura di sicurezza: Sensibilizzazione dei dipendenti attraverso scenari di social engineering avanzati e personalizzati.

L’integrazione del Red Teaming con periodici Vulnerability Assessment, Penetration Test e verifiche di conformità ai framework internazionali (es. ISO/IEC 27001, ISA/IEC 62443) consente all’azienda di passare da un approccio puramente reattivo a un modello di gestione proattiva del rischio informatico.

Il red teaming come strumento per prendere decisioni migliori

Il risultato più importante di un progetto di red teaming non è il numero di vulnerabilità individuate, ma la possibilità di capire dove intervenire con priorità, quali processi rafforzare e quali investimenti producono il maggiore impatto sulla resilienza dell’organizzazione. Questo significa passare da una logica reattiva a una gestione consapevole del rischio, nella quale ogni scelta tecnologica viene valutata anche per il suo impatto operativo e organizzativo.

Scegliere l’approccio e le competenze verticali di Innovio significa proprio questo: progettare un percorso di red teaming capace di verificare la resilienza dell’intero ecosistema aziendale, trasformando la complessità della cybersecurity in un sistema governabile, integrato e orientato alla continuità operativa.

FAQ

Le risposte che cerchi: FAQ su Red Teaming

Cos'è la metodologia Red Teaming nella cybersecurity?

È un esercizio di simulazione d’attacco in cui un team di esperti emula le strategie e le tecniche di un cybercriminale (APT) per valutare la capacità dell’organizzazione di rilevare, rispondere e contenere una violazione informatica.

Qual è la differenza principale tra Penetration Test e Red Teaming?

Il Penetration Test ha lo scopo di individuare quante più vulnerabilità tecniche possibili all’interno di un perimetro definito. Il Red Teaming, invece, è guidato da un obiettivo di business ed esamina la risposta complessiva dell’organizzazione (persone, processi e tecnologie) di fronte a un attacco simulato.

Il Red Teaming può causare l'interruzione dei servizi aziendali?

No, se condotto da professionisti qualificati. L’attività è regolata da dettagliate Rules of Engagement (RoE) e protocolli di de-conflittualità che garantiscono la massima sicurezza ed evitano qualsiasi disservizio ai sistemi di produzione o agli ambienti di rete.

Quali requisiti deve avere un'azienda per eseguire un Red Teaming?

È raccomandato per aziende che possiedono già una struttura di difesa di base (es. antivirus centralizzato, EDR, procedure di patching) e idealmente un servizio di monitoraggio (SOC). Senza strumenti di detection operativi, la simulazione di un attacco avanzato non fornirebbe informazioni utili sulla capacità di risposta.

Quanto dura mediamente un progetto di Red Teaming?

A differenza di un Penetration Test (che dura tipicamente 1-2 settimane), un’operazione di Red Teaming completa si sviluppa nell’arco di 4 – 12 settimane, per consentire le fasi di ricognizione silenziosa, accesso iniziale ed esecuzione coordinata dell’obiettivo.

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