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La direttiva NIS2 sta per entrare nella sua fase più delicata: quella delle novità operative e delle scadenze che cambieranno il modo in cui aziende e pubbliche amministrazioni dovranno gestire la sicurezza informatica a partire dal 2026. Ma quali saranno, in concreto, gli obblighi da rispettare? Chi dovrà adeguarsi per primo? E quali rischi corre chi non sarà pronto?

Domande che in queste settimane stanno emergendo con sempre maggiore urgenza, mentre l’Italia si prepara a dare piena attuazione alla normativa europea. Da mesi Innovio affianca le imprese nel percorso di conformità, analizzando l’impatto reale della NIS2 sui processi aziendali e sulle infrastrutture critiche.

In questo articolo faremo il punto sulle tappe che porteranno all’avvio effettivo degli obblighi previsti e su cosa devono aspettarsi le organizzazioni che rientrano nel nuovo perimetro della direttiva.

 

NIS2 in Italia: cosa prevede la direttiva e chi deve adeguarsi

La direttiva NIS2 rappresenta il nuovo pilastro europeo della cybersecurity e, con il recepimento in Italia tramite il Decreto Legislativo 138/2024, è entrata in una fase di piena attuazione. L’obiettivo è creare un livello uniforme di protezione contro gli incidenti informatici che possano compromettere servizi essenziali per cittadini e imprese.

Rispetto alla prima NIS del 2016, la nuova direttiva amplia notevolmente il perimetro dei soggetti coinvolti: non riguarda più solo i grandi operatori di infrastrutture critiche, ma anche aziende medie e piccole che operano in settori strategici come energia, trasporti, sanità, alimentare, digitale, gestione dei rifiuti, pubblica amministrazione e manifattura. A queste si aggiungono i fornitori di servizi ICT e le imprese della supply chain che trattano dati o erogano servizi digitali critici.

Le organizzazioni sono ora classificate in due categorie:

  • Enti essenziali, che svolgono funzioni di interesse pubblico o strategico;
  • Enti importanti, che pur non essendo critici per la sicurezza nazionale, forniscono servizi con forte impatto economico o sociale.

Entrambe le categorie sono tenute ad adottare misure di sicurezza, piani di gestione del rischio e procedure di risposta agli incidenti, ma con livelli di controllo e vigilanza diversi da parte dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN).

Per un’analisi approfondita delle misure previste, dei requisiti tecnici e delle differenze tra le due categorie di soggetti, ti rimandiamo alla guida completa pubblicata da Innovio Direttiva NIS2: cos’è, chi riguarda e cosa prevede

Nei prossimi paragrafi analizzeremo invece le novità e le scadenze NIS2 che le aziende devono conoscere.

 

NIS2 novità 2026: obblighi e scadenze in Italia

Il 2026 sarà un anno cruciale per l’attuazione della direttiva NIS2 in Italia, che passerà dalla fase normativa a quella pienamente operativa.

Dopo oltre un anno di preparazione, entreranno in vigore le novità NIS2 2026 che renderanno concreti gli obblighi di notifica, gestione e prevenzione degli incidenti informatici.

Aziende e pubbliche amministrazioni dovranno dimostrare di possedere processi strutturati, ruoli definiti e misure di sicurezza adeguate a proteggere reti e dati sensibili.

Ecco le principali scadenze NIS2 e le novità che ognuna di esse introduce:

  • 1° gennaio 2026: è la prima data operativa. Da questo momento tutti i soggetti inclusi nel perimetro NIS2 dovranno rispettare i nuovi obblighi di notifica degli incidenti significativi, seguendo le tempistiche stabilite a livello europeo: preallerta entro 24 ore, notifica completa entro 72 ore e relazione finale entro un mese. L’obiettivo è garantire una risposta coordinata agli incidenti di sicurezza e una maggiore trasparenza verso le autorità competenti (CSIRT Italia e ACN).
  • Entro l’estate 2026: è previsto un periodo transitorio di circa 9 mesi per i soggetti che verranno formalmente notificati dall’ACN della loro inclusione nel perimetro NIS2. Durante questa finestra le organizzazioni dovranno completare la valutazione dei rischi, nominare i referenti per la sicurezza, aggiornare i propri piani di incident response e verificare la capacità di rispettare le tempistiche di notifica.
  • 1° ottobre 2026: rappresenta la seconda tappa fondamentale. Entro questa data tutte le organizzazioni classificate come “essenziali” o “importanti” dovranno poter dimostrare di aver implementato le misure tecniche e organizzative minime previste dagli atti attuativi dell’ACN. Ciò include il rafforzamento della governance interna, la gestione del rischio e della supply chain, la protezione delle reti IT e OT, l’adozione di procedure di business continuity e la formazione del personale.

Il 2026 segnerà quindi il passaggio definitivo da una conformità teorica a una compliance operativa, basata su processi concreti e documentabili. Prepararsi in anticipo a queste scadenze permetterà alle organizzazioni non solo di evitare sanzioni, ma anche di migliorare la propria resilienza digitale e la capacità di risposta agli incidenti.

 

NIS2 novità 2026: obblighi dal 1° gennaio per notifica e risposta agli incidenti

Dal 1° gennaio 2026 entreranno ufficialmente in vigore gli obblighi operativi previsti dalla direttiva NIS2 in Italia. Si tratta della prima scadenza realmente vincolante per aziende e pubbliche amministrazioni che rientrano nel nuovo perimetro della normativa.
Da questa data, tutti i soggetti classificati come essenziali o importanti dovranno essere in grado di rilevare, gestire e notificare in modo tempestivo ogni incidente di sicurezza informatica che possa compromettere la continuità o l’integrità dei propri servizi.

Un incidente significativo è definito come un evento che produce, o potrebbe produrre, un impatto rilevante sui servizi erogati, sulla sicurezza dei dati o sulle infrastrutture digitali.

Rientrano in questa categoria, ad esempio, attacchi ransomware, violazioni dei dati, compromissioni di sistemi OT, interruzioni prolungate dei servizi o eventi con effetto transfrontaliero.

Le novità NIS2 2026 fissano tempistiche e modalità uniformi per la gestione e la comunicazione degli incidenti:

  • Entro 24 ore: invio di una preallerta (early warning) all’ACN o al CSIRT Italia, per informare dell’incidente e fornire i primi dettagli disponibili.
    Deve contenere una descrizione sintetica dell’evento, l’impatto stimato, le misure immediate adottate e un’eventuale valutazione preliminare della causa.
  • Entro 72 ore: trasmissione della notifica completa, che approfondisce l’accaduto e quantifica l’impatto.
    In questa fase vanno indicati i sistemi coinvolti, la natura dell’attacco, le misure di contenimento già adottate e il potenziale effetto su utenti e servizi.
  • Entro 1 mese: invio della relazione finale, con analisi dettagliata dell’incidente, individuazione delle cause, descrizione delle azioni correttive e misure preventive per evitare il ripetersi dell’evento.
    L’ACN può inoltre richiedere ulteriori aggiornamenti intermedi durante la gestione dell’incidente.

Oltre alla comunicazione verso le autorità competenti, la direttiva impone anche un obbligo di informazione verso gli utenti o i clienti nel caso in cui l’incidente possa avere effetti diretti sui loro dati o sulla continuità dei servizi erogati. In questi casi, l’organizzazione dovrà fornire istruzioni chiare e tempestive per mitigare il rischio.

Gli obblighi riguardano tutte le organizzazioni rientranti nelle categorie individuate dal Decreto Legislativo 138/2024, sia pubbliche che private, e si estendono anche ai fornitori di servizi digitali e ai partner della supply chain che trattano dati o gestiscono infrastrutture critiche.

Il mancato rispetto delle scadenze NIS2 o la notifica incompleta di un incidente può comportare sanzioni amministrative significative, oltre a misure correttive imposte dall’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale.
Per questo motivo, la capacità di rilevare un evento, valutarne l’impatto e comunicarlo correttamente entro i tempi previsti rappresenta una delle novità più concrete e rilevanti introdotte dalla NIS2 per il 2026.

 

Scadenze NIS2: come prepararsi in Italia tra governance, controlli e responsabilità

Le scadenze NIS2 2026 non si limitano agli obblighi di notifica degli incidenti: rappresentano un cambiamento strutturale nel modo in cui aziende e pubbliche amministrazioni dovranno organizzare la propria sicurezza informatica. La direttiva, infatti, non si concentra solo sulla reazione agli attacchi, ma punta a costruire un modello di governance preventiva, basato su responsabilità chiare, gestione del rischio e continuità operativa.

Dal 1° gennaio 2026 scatteranno gli obblighi di segnalazione degli incidenti, ma entro il 1° ottobre 2026 le organizzazioni dovranno essere in grado di dimostrare di aver adottato tutte le misure tecniche e organizzative minime definite dall’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN). Ciò significa che ogni azienda inclusa nel perimetro NIS2 dovrà dimostrare di avere:

  • Una governance della sicurezza ben definita, con ruoli, responsabilità e procedure documentate.
    I vertici aziendali non potranno più delegare completamente la materia: la NIS2 attribuisce agli organi di amministrazione una responsabilità diretta nel garantire che le misure di sicurezza siano effettivamente applicate e mantenute nel tempo.
  • Una gestione del rischio formalizzata, con processi di valutazione periodica e piani di miglioramento.
    Non si tratta solo di installare soluzioni tecnologiche, ma di adottare un approccio basato sulla prevenzione e sulla resilienza: valutare le vulnerabilità, formare il personale e pianificare la risposta a possibili crisi.
  • Misure di sicurezza proporzionate e verificabili, che spaziano dal controllo degli accessi alla protezione dei dati, fino alla sicurezza della supply chain.
    La direttiva prevede che anche i fornitori strategici — come provider cloud, partner IT o gestori di servizi digitali — adottino standard coerenti e condividano le responsabilità di sicurezza.
  • Piani di continuità e risposta agli incidenti aggiornati, per assicurare la ripresa delle attività in tempi brevi e la comunicazione corretta verso utenti e autorità in caso di crisi.

 

Cybersecurity e NIS2: Innovio al fianco delle imprese

L’attuazione della direttiva NIS2 richiede visione strategica, competenze tecniche e un approccio metodico alla sicurezza informatica. Ogni organizzazione dovrà capire come applicare gli obblighi alla propria realtà, definendo priorità, processi e responsabilità interne.

Innovio supporta le aziende in questo percorso, dall’analisi di conformità alla definizione delle misure operative previste dalla normativa, integrando sicurezza, governance e continuità di business.

Se vuoi verificare quanto la tua organizzazione è pronta ad affrontare le novità NIS2 2026, contatta il team Innovio per una valutazione preliminare o un piano di adeguamento personalizzato.

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