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Perché le scadenze NIS2 non sono solo un tema normativo

Per chi guida sistemi, operations e continuità digitale, le scadenze NIS2 non riguardano solo la conformità formale. Riguardano la capacità di capire se l’azienda rientra nel perimetro, organizzare responsabilità interne, tenere aggiornate le informazioni verso ACN e mettere a terra misure che reggano anche nella gestione quotidiana. In Italia la direttiva è stata recepita con il D.Lgs. 4 settembre 2024, n. 138, entrato in vigore il 16 ottobre 2024, con ACN come Autorità nazionale competente NIS.

La nuova disciplina ha ampliato il perimetro a 18 settori, di cui 11 altamente critici e 7 critici, per oltre 80 tipologie di soggetti, distinguendo tra soggetti essenziali e soggetti importanti. Questo allargamento spiega perché il tema non riguarda solo grandi operatori infrastrutturali, ma anche molte imprese che fino a ieri non si consideravano dentro un quadro NIS.

Le scadenze NIS2 in Italia da tenere sotto controllo

La prima finestra di registrazione italiana si è svolta dal 1° dicembre 2024 al 28 febbraio 2025. ACN ha poi chiarito che, per i soggetti censiti ma non arrivati in tempo al completamento, è stata aperta una possibilità di chiusura fino al 10 marzo 2025. Entro metà aprile 2025, l’Agenzia ha previsto la comunicazione ai soggetti registrati dell’eventuale inserimento nell’elenco dei soggetti NIS.

Per i soggetti inseriti nell’elenco 2025, dal 15 aprile al 31 maggio 2025 è stata prevista una fase di aggiornamento dati: verifica delle informazioni anagrafiche e di contatto, designazione del sostituto punto di contatto e comunicazione di ulteriori elementi richiesti da ACN, come componenti degli organi di amministrazione e direttivi, indirizzi IP pubblici statici e nomi di dominio.

Il passaggio che molte aziende stanno guardando con più attenzione è quello del 2026. ACN ha indicato che da gennaio 2026 decorre l’obbligo di notifica degli incidenti significativi di base, mentre entro ottobre 2026 devono essere completate le misure di sicurezza informatica di base. Sempre dal 2026, la registrazione o l’aggiornamento della registrazione si svolge ogni anno dal 1° gennaio al 28 febbraio.

Nel 2026 si è aperta anche una fase ulteriore: ACN ha pubblicato le modalità per l’elencazione e la categorizzazione di attività e servizi, con trasmissione degli esiti tramite piattaforma dal 1° maggio al 30 giugno 2026. Questo passaggio serve a distinguere meglio i livelli di esposizione al rischio dei sistemi e apre una lettura meno burocratica della norma: non basta esserci dentro, bisogna capire dove l’esposizione pesa di più.

Cosa cambia per aziende, CIO e IT manager

La NIS2 chiede un lavoro che tocca governance, processo e presidio operativo. Il punto non è solo registrarsi entro la finestra corretta. Il punto è dimostrare che l’organizzazione sa mantenere informazioni aggiornate, gestire incidenti, assegnare ruoli chiari e adottare misure di sicurezza proporzionate al rischio. ACN ha impostato questo percorso con un principio di gradualità, ma la gradualità non va letta come rinvio: va letta come tempo da usare bene per costruire metodo.

Per un CIO o un IT manager questo significa uscire dalla logica “adempimento una tantum”. Le scadenze NIS2 in Italia chiedono un presidio ricorrente: aggiornamento annuale, gestione delle evidenze, raccolta dei dati richiesti, allineamento tra funzione IT, direzione e referenti operativi. Per la direzione generale il tema è simile, ma con un riflesso più ampio: capire se il modello organizzativo riesce a tenere insieme rischio cyber, continuità operativa e responsabilità documentabile.

Dove le aziende rischiano di arrivare tardi

Molte organizzazioni non si bloccano sulla norma in sé. Si bloccano quando devono trasformarla in attività ripetibili. La prima difficoltà è capire con certezza se rientrano nel perimetro. La seconda è raccogliere dati e responsabilità che spesso stanno in aree diverse. La terza è tenere insieme scadenza normativa e processo interno, senza affidarsi a fogli sparsi, passaggi manuali o ricostruzioni fatte all’ultimo momento.

Qui si vede la differenza tra compliance dichiarata e compliance gestita. Quando registrazione, aggiornamenti, documenti, controlli e workflow restano distribuiti tra persone e strumenti non coordinati, ogni nuova scadenza riapre lo stesso problema. Quando invece il percorso è tracciato, ruoli e attività diventano più leggibili e il carico operativo si abbassa anche per chi deve rendere conto verso l’esterno. Adereo è la piattaforma sviluppata da Innovio per centralizzare processi, documenti e controlli legati alla compliance NIS2.

Come leggere le scadenze NIS2 con un approccio più sostenibile

Per un’azienda che rientra nella NIS2, la scelta corretta non è inseguire ogni data in modo isolato. Conviene invece impostare un percorso in quattro passaggi: verificare il perimetro, assegnare i referenti, raccogliere le informazioni richieste da ACN, strutturare le attività che resteranno ricorrenti anche dopo la prima registrazione. Questo approccio riduce il rischio di lavorare solo in emergenza e aiuta a collegare gli obblighi a un flusso più ordinato.

Quando la norma entra nella vita reale dell’azienda, il tema non è solo “essere conformi”. Il tema è avere un punto unico da cui seguire scadenze, ruoli, evidenze e controlli. È qui che una piattaforma dedicata può avere senso, non come scorciatoia, ma come modo per rendere la compliance più leggibile nel tempo. Il software Adereo consente una gestione strutturata dei requisiti, la centralizzazione dei processi e dei documenti e il controllo di tutte le attività all’interno di un’unica piattaforma.

 

FAQ su scadenze NIS2

Chi deve registrarsi per la NIS2 in Italia?

Devono registrarsi i soggetti pubblici e privati che rientrano nell’ambito di applicazione del decreto NIS. Il perimetro italiano copre 18 settori e oltre 80 tipologie di soggetti, con distinzione tra essenziali e importanti. Il primo passo resta l’autovalutazione del proprio inquadramento rispetto ai criteri previsti dalla normativa e dalle indicazioni ACN.

Le scadenze NIS2 finiscono con la registrazione?

No. La registrazione è il primo passaggio, ma non esaurisce gli obblighi. ACN prevede aggiornamenti informativi, notifica degli incidenti di base dal 2026 e completamento delle misure di sicurezza di base entro ottobre 2026, oltre alla finestra annuale di registrazione o aggiornamento dal 1° gennaio al 28 febbraio.

La NIS2 riguarda solo grandi aziende o infrastrutture critiche?

No. L’estensione del perimetro operata dalla nuova disciplina porta dentro molte organizzazioni che non rientravano nella precedente NIS. Per questo, anche aziende private non percepite come “infrastruttura critica” possono trovarsi coinvolte se operano in uno dei settori e delle tipologie previste dal decreto.

Se abbiamo già processi di sicurezza interni, siamo già a posto?

Avere processi interni aiuta, ma non basta da solo. La NIS2 richiede anche adempimenti verso ACN, aggiornamento dei dati, gestione delle notifiche e misure che siano coerenti con il quadro regolatorio italiano. Il lavoro utile è collegare ciò che già esiste con un percorso documentato e mantenibile.

Se stai cercando un modo più ordinato per gestire le scadenze NIS2 e trasformare la compliance in un processo seguito nel tempo, noi di Innovio abbiamo sviluppato Adereo, la soluzione pensata per centralizzare requisiti, documenti e controlli della NIS2. Può essere un buon punto di partenza per capire come rendere questo percorso più governabile e più semplice da seguire.

Quali sono le scadenze NIS2 più importanti in Italia?

Le aziende coinvolte devono guardare a più tappe, non a una sola data. Dopo la fase di registrazione iniziale prevista tra dicembre 2024 e febbraio 2025, il percorso continua con gli aggiornamenti informativi verso ACN, con l’obbligo di notifica degli incidenti significativi di base da gennaio 2026 e con il completamento delle misure di sicurezza informatica di base entro ottobre 2026. Da qui in poi, la registrazione o l’aggiornamento della registrazione diventano un appuntamento annuale.

Chi deve preoccuparsi delle scadenze NIS2?

Non solo grandi gruppi o operatori storicamente legati alle infrastrutture critiche. La NIS2 riguarda anche molte aziende private che operano in settori compresi nel perimetro italiano e che possono essere classificate come soggetti essenziali o importanti. Per questo il primo passo non è correre dietro alla scadenza, ma capire con precisione se l’azienda rientra nel campo di applicazione della norma.

La registrazione basta per essere conformi alla NIS2?

No. La registrazione è solo l’inizio. La conformità richiede anche aggiornamento dei dati, organizzazione dei ruoli interni, gestione delle notifiche verso ACN e adozione di misure di sicurezza coerenti con il livello di esposizione dell’azienda. Il rischio più comune è trattare la NIS2 come un adempimento una tantum, quando in realtà richiede continuità.

Cosa succede se l’azienda arriva tardi sulle scadenze NIS2?

Arrivare tardi non significa solo esporsi a un problema formale. Significa anche trovarsi a gestire in fretta raccolta documentale, responsabilità, dati tecnici e workflow interni, con più possibilità di errori e meno controllo sul processo. Quando il lavoro viene fatto all’ultimo, la compliance pesa di più su IT, direzione e funzioni operative.

Perché le scadenze NIS2 coinvolgono anche CIO, IT manager e direzione generale?

Perché la norma non riguarda solo la sicurezza tecnica. Tocca governance, responsabilità, continuità operativa e capacità di dimostrare che certe attività sono state organizzate e mantenute nel tempo. Il CIO e l’IT manager devono presidiare il lato operativo e documentale. La direzione generale deve assicurarsi che il modello organizzativo regga e che il rischio non venga gestito in modo frammentato.

Da dove conviene partire per gestire bene la NIS2?

Conviene partire da quattro punti: capire se l’azienda rientra nel perimetro, identificare i referenti interni, raccogliere le informazioni richieste da ACN e strutturare un flusso che renda più semplice seguire aggiornamenti, scadenze e controlli. Quando questi elementi restano dispersi tra mail, file e passaggi manuali, ogni nuova scadenza riapre lo stesso problema.

Ha senso usare una piattaforma per gestire la compliance NIS2?

Ha senso quando l’azienda vuole evitare una gestione frammentata. Una piattaforma dedicata aiuta a tenere insieme requisiti, documenti, attività, responsabilità e controlli in un unico punto. Non sostituisce il lavoro organizzativo, ma lo rende più leggibile e più semplice da mantenere nel tempo, soprattutto quando le scadenze diventano ricorrenti.

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